The 1 thing to avoid when writing your “Top 1000 _____” post

I’ll keep this post super short, I promise … it’s just one point, one simple thing you need to do when writing your “Top 1000 _______ for 2014″ to make it somehow valuable for your readers.

Grumpy cat hates listsI know … you are a content marketer, you have to write posts every day and you’ve probably already written everything that was really useful to write months ago. Yet you’re paid to publish new content, it’s your job. And users love bullet points posts … I don’t know why but they love them, it’s a fact. And they’re easy to write. And they are good for Seo … sooner or later you’ll end up writing them.

I’m fine with it. Go ahead. Write that damn “Top 999,999,999,999 _____ for 2014″ post. And make that damn number huge, so your content will look better than the one from your competitor.
And since I’m a user (so I love list posts) and a loyal reader I’ll come and read it … cause I want to know the top _____ I’m missing in 2014 …. so please follow this one rule:

MAKE IT F***ING INTERESTING AND UPDATED TO 2014

Yep, really … as simple as that. Yet lot’s of people don’t do it. It’s not hard to understand. If I’m adding a date “2014″ to my google search, I want updated content … not your repurposed content from 2005 with the title changed.

Maybe I was not clear enough, let’s do a couple of examples:

Let’s assume I’m searching the best 2014 wordpress plugins … No, Akismet is not the top plugin for 2014. It was released in 2005 … everyone got it … It comes by default with WordPress, I don’t even need to install it !!! Yoast Seo ? Great Plugin but same story.

Maybe I want a quick update on best social tools for 2014 ? Hootsuite, Klout and … drumroll … Facebook Insights, Thank you! I had never heard of them!

That’s it … my list post with only 1 item: If you write something, please waste 30 minutes of your time to make it interesting and not waste 5 minutes of all your readers time.

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My english needs more traction!

noio volevam savuar

Writing blog posts in english usually drives me crazy. As a former journalist (even if a very bad one), I enjoy the process of writing and I have a clear vision of how I want to express a concept. This is usually quite simple for me in my mother tongue, italian, however it gets really difficult when dealing with english: I manage to say what I intended to but it just doesn’t sound good.

Paul Graham recently wrote on this topic, stating that there’s a correlation between companies performing badly and their founders having strong foreign accents. Now, I’m not in the position to confute Paul Graham. And lot’s of smart people have already commented on the topic (Fabrizio Capobianco, Simone Brunozzi, Salvatore “Antirez” Sanfilippo).

I’m not sure how big could the impact of an accent be, if you are smart enough you can probably play a bit with it and use it for your personal branding, turning a weakness into a strength. But for sure to have a chance here in Silicon Valley you need to at least speak and understand english very fluently.

This has never been much an issue for me and I considered my english pretty decent for an Italian. However now that we’ve moved here to join 500 Startups batch 7 with AdEspresso (yeah, we f****ing did it, more on this very soon) I’ve realized my english is not that good afterall and this create a huge amount of problems:

  1. Networking is vital here and it’s not that easy to accomplish it when there are many people with multiple accent speaking all together in a loud place
  2. When pitching it’s not only about what you say but also how you say it … you must show passion, enthusiasm, total belief in what you’re doing. Not so easy in a foreign language
  3. If you’re writing sales letters, marketing material etc. for your company it does. Having to doublecheck everything is a huge waste of time
  4. If you’re shy like I am it’s even harder to stand up and talk or ask questions in front of a pretty large crowd

That’s why starting today I’ll try to post only in english: to improve my skills. Please feel free to insult me and correct all my errors in the comments section. It’ll help me improve and give you some gratification :)

Very soon I’ll follow up on this post with some cool stories and key learnings from our first week at 500 Startups! Right now I’m pretty busy marketing AdEspresso, all I can tell you is that It’s pretty damn exciting to be here and we feel incredibly lucky!

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5 cose che ogni StartUp può imparare da Gordon Ramsay

gordon RamsayDevo confessare di essere un grande fan di Gordon Ramsay, il pluristellato e incazzosissimo chef protagonista di molti reality show culinari. Essendo un grande appassionato di cucina, soprattutto quella buona, era naturale prima o poi cadere nella sua rete e diventare ben presto dipendente delle varie trasmissioni che conduce, prima fra tutte, Cucine da incubo. Dopo due anni a guardarlo ai fornelli dedito a insultare il malcapitato di turno sapete di quanto sono progredite le mie capacità di cuoco ? Assolutamente zero, non ho imparato nemmeno come fare un uovo fritto guardando tutte queste trasmissioni di cucina. Il buon Gordon in due anni di trasmissioni non ha mai dedicato nemmeno un minuto nello spiegare come fare un modesto piatto di pasta col pomodoro, c’è però un motivo se continuo fedelmente a guardarlo: le sue trasmissioni, anche se applicate ai ristoranti, sono una meravigliosa guida su come fare e non fare business da cui tutti possiamo imparare! Ecco quelli che, secondo me, sono gli insegnamenti chiave che possiamo trarre da Gordon Ramsay:

1) Prima di tutto osservare e capire cosa non va

La prima operazione di Ramsay quando arriva in un ristorante che fatica a decollare o sta proprio morendo è osservare. Analizza con cura ciò che avviene in sala (i rapporti con i clienti) e in cucina (il team di sviluppo). Dopodiché chiede ai clienti come si sono trovati, se gli è piaciuto il cibo (il prodotto) ed il servizio, se ritornerebbero e perché. Sembra banale  a dirsi ma quando ci si è dentro è molto facile pensare di sapere perfettamente cosa va o non va e lasciarsi sfuggire degli errori macroscopici che ai nostri clienti o a un osservatore esterno appaiono lampanti.

2) Conoscere il mercato

Il secondo passo dell’operazione salvataggio è una passeggiata. Gordon inizia a passeggiare per il quartiere e la città guardandosi attentamente intorno e facendo anche domande agli abitanti. Che ristoranti ci sono intorno ? Qual’è la loro specialità ? Non ha senso entrare in un mercato già saturo dove c’è ampia offerta di prodotti di qualità. Dopo un’attenta analisi del mercato Ramsay aiuta i ristoratori a risposizionarsi in base a quello che manca in città. Tutti vendono Hamburger ? Allora è il caso di vendere pizza ! Questo discorso ovviamente può andare più nello specifico. Non necessariamente dobbiamo abbandonare un’idea se ci sono molti concorrenti. Dobbiamo però capire quali sono i loro punti deboli e il loro mercato di riferimento per approfittare di eventuali opportunità. Ad esempio con AdEspresso abbiamo visto che il mercato enterprise era saturo di soluzioni mentre nessuno stava pensando alle piccole aziende. Abbiamo quindi deciso di fare un prodotto che puntasse alla semplicità d’utilizzo per questo tipo di clientela.

3) Poche cose ma fatte bene

E anche sulla definizione del prodotto Gordon Ramsay ci viene incontro con un insegnamento che potrebbe benissimo venire da Jason Fried di 37 Signals. Via i menù con 50 pietanze diverse. E’ praticamente impossibile riuscire a fare così tanti piatti (features) fatti bene a meno ché non si abbiano risorse illimitate e quasi nessuna startup le ha. Il terzo passo di Gordon è sempre riscrivere il menù semplificandolo. Poche portate ma di alta qualità. Un approccio che paga quasi sempre!

4) La passione sopra ogni cosa

Tutto si può dire di Gordon Ramsay ma non che non abbia passione per la cucina. Ha creato un impero di ristoranti, ha accumulato un numero mostruoso di stelle michelin e conduce varie trasmissioni. Quest’uomo simpatico o antipatico che lo si possa trovare vive per la cucina, per il cibo, per il rispetto degli ingredienti. Prima ancora di insegnare a cucinare agli chef, Gordon cerca di ritirare fuori la loro passione verso questo lavoro. Questo vale per qualsiasi cosa si faccia … se non c’è passione difficilmente potremo primeggiare.

5) Fuori da questa c***o di cucina

Una cosa che si osserva frequentemente nelle trasmissioni di Gordon Ramsay, e in molte aziende è che il capo capisca di non avere determinate competenze ed assuma qualcuno per ovviarvi, ad esempio il cuoco, ma poi voglia costantemente intromettersi nelle scelte di quest’ultimo pur non avendone competenza. La comunicazione è importante e la gerarchia va rispettata, ma devono anche esserci gli adeguati spazi di autonomia.

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eDreams Fail: Consigliano la Shopping Fest di Istanbul mentre divampano gli scontri

Mi divertono sempre i Marketing Fail delle aziende e questo credo rientri decisamente in questa categoria anche se fatto sicuramente senza cattive intenzioni ma solo per una sfortunata pianificazione delle attività di eMail Marketing.

Mi ha appena scritto eDreams, noto operatore turistico online per avvisarmi che non posso assolutamente perdere la destinazione più clickata del 2013: Istanbul che proprio in questi giorni ospita un’imperdibile Shopping Fest!

edreams-istanbul

Peccato che oltre alla shopping fest, Istanbul in questi giorni sia passata alle luci della ribalta per i violenti scontri fra manifestanti e Polizia. Solo poche ore fa il Corriere titolava “Istanbul, nuovi scontri nella notte“.
scontri-istanbulNon proprio la destinazione ideale per passare un bel weekend all’insegna dello shopping in questo periodo. Consoliamoci pensando che, al contrario di altri marketing fail visti in passato, non penso ci fosse da parte di eDream la volontà di sfruttare una tragedia per farsi promozione ma solo una malaugurata pianificazione delle attività promozionali. Ciò non toglie che avrebbero probabilmente dovuto accorgersi del problema e annullare l’invio.

A spezzare una lancia in favore di eDreams ci pensa Il fatto quotidiano che consiglia di “Visitare Istanbul prima che il regime la distrugga“. E già che ci siete non dimenticate la Shopping Fest !

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Taxi vs Uber: Tutti pensano alla legge, nessuno al servizio

Inizio a provare molto fastidio circa la diatriba fra Uber ed i tassisti a tal punto che la cosa mi spinge ad aggiornare di nuovo il blog dopo svariati mesi di assenza.

Faccio alcune dovute premesse. Non sono un legale e non sono un esperto della legge in materia (Se vi interessa il punto di vista legale leggete Uber Demistified). Se anche la legge fosse contro Uber penso che la legge debba tenere il passo col progresso tecnologico ed essere cambiata, altrimenti anche i tassisti si chiamerebbero ancora cocchieri e avremmo le strade ricoperte di escrementi di cavallo perché nessuno ha cambiato la legge sulla circolazione di mezzi non trainati da animali in città. Uso con una grande frequenza i taxi e più saltuariamente Uber. Mi piace prendere il taxi e mi piacciono i tassisti … mi fanno compagnia negli spostamenti e quasi sempre è molto piacevole la conversazione. Vedo sicuramente la cosa in modo distorto, da startupparo e imprenditore appassionato di tecnologia. Nonostante sia contrario alle proteste dei tassisti continuo a vederli di buon occhio perché sono convinto che quelli che fanno casino sono pochi rispetto alla maggioranza silenziosa dei tassisti. Tutti i tassisti con cui ho parlato di Uber hanno espresso dubbi legali ma non hanno mostrato né particolare odio né paura per il loro lavoro. Mi sembra ragionevole. Al momento Uber può dare fastidio ma penso che rappresenti una percentuale microscopica del volume di affari dei taxi e, probabilmente, la clientela non è nemmeno così sovrapposta.

taxiFatte queste dovute premesse vengo subito al dunque. Basta con queste proteste per una volta ! Fermo restando che Uber sicuramente deve adeguarsi alla legge italiana, per il resto basta polemiche per impedire che la legge sia aggiornata o che altri operatori possano fare concorrenza ai taxi. Basta! Non vi servono. Fermatevi. Avete migliaia di macchine, una presenza capillare in città che Uber si sogna, tariffe più basse, una grande conoscenza delle strade di Milano (Quelli di Uber se non si va al Just Cavalli o cose simili spesso si perdono). Smettetela di far casino, di tirare fuori su twitter tesi insensate sulla lobby della Bocconi  (che non c’entra nulla con Uber) o di Morgan Stanley  Goldman Sachs (segnalato da Francesco, pardon) e altre fantasiose teorie del complotto che fanno invidia a quelle sul 9/11 o sull’assassinio Kennedy. Se avesse queste potenti lobby dietro Uber non avrebbe tutti questi problemi legali, al momento la legge mi pare che sia scritta decisamente a vostro favore.

Avete paura che Uber vi rubi il lavoro ? Bene, allora pensate all’unica cosa che veramente interessa a me e a tanti altri vostri clienti: il servizio. Di tanti tassisti con cui ho parlato di Uber nessuno mi ha mai fatto la domanda fondamentale, l’unica che conta nel libero mercato: Perché usi Uber e non il taxi ?

Beh anche se non mi è stato chiesto ve lo spiego. NON uso Uber perché ha le Mercedes o le macchine fighe. Non guasta ma non vale il costo extra.
Uso Uber perché l’app è ben fatta, utile e veloce con una bella interfaccia, vedo chi mi viene a prendere e posso chiamarlo se per caso mi dovessi spostare dal punto in cui sono
Uso Uber perché supporta la carta di credito, non devo impazzire coi contanti e a fine corsa non ho l’incubo “Oddio e se adesso non gli funziona il pos come faccio”
Uso Uber perché a fine corsa mi arriva una mail dettagliata di quanto ho speso e idem per i miei dipendenti, non devo affidarmi a foglietti di carta oltretutto senza alcun valore fiscale per me
Uso Uber perché ho le recensioni degli autisti. Per ora mi servono a poco ma mi fa piacere che un giorno se un autista non mi piace o molti ci si sono trovati male posso rifiutarlo
Uso Uber perché grazie ai coupon che voi tanto odiate mi hanno fatto scoprire il servizio senza rischi e spesso mi regalano altri sconti per eventi speciali (dicesi fidelizzazione del cliente, non concorrenza sleale)
Uso Uber perché è internazionale e quando vado a Londra o San Francisco non devo preoccuparmi di trovare il numero locale dei taxi e fare una chiamata all’estero

Infine, ma questa è una cosa esclusivamente psicologica, uso Uber perché non pago il tragitto in cui mi vengono a prendere. Come ho detto è una motivazione psicologica e irrazionale, so che spendo comunque più che con il taxi ma percepisco tutto come più trasparente e non ho paura di essere “fregato”. Non capita spesso ma purtroppo capita che qualche tassista faccia il furbo. Da’ un tempo di attesa di 6 minuti e dopo 1 minuto è arrivato. Fa finta di sbagliare strada e lo vedi che sta fermo 500m prima per perdere tempo e via dicendo. Sono casi limite e onestamente molto poco frequenti, 1 su 100 ma purtroppo squalificano la categoria e ti fanno sentire un pollo.

Questo è quanto, e non è molto. Invece di sprecare risorse a protestare mettetevi a lavorare su un’app unica, ben fatta (lo so che esistono ma ce ne sono 10, molte fatte male e non posso tenerle tutte installate) che risponda alle necessità dei clienti e potrete dormire sogni tranquilli scordandovi di Uber che sarà relegato a pochi fighetti che vogliono la mercedes o ad altre casistiche che comunque non impatteranno sul vostro giro d’affari. Migliorate il servizio invece di alzare la voce. Accettate le recensioni e isolate chi fa male il proprio lavoro, accettate, tutti, le carte di credito senza problemi, mandate ricevuta e fattura via mail in modo che possa scaricare il taxi, datemi sconti per ringraziarmi della mia fedeltà, andate su Facebook e fate conoscere la vostra app, unica e fatta bene.

Basta con questi centralini che quando c’è casino e serve il taxi non si prende mai la linea, basta con il risponditore automatico che vuole ancora mandarmi il taxi dove abitavo 6 anni fa e se chiedo all’operatore di cambiarlo mi dice che devo chiamare un altro numero …

Rassegnatevi, prima o poi, magari non con Uber, il mercato sarà libero e dovrete adattarvi. Perché non migliorare subito il servizio, ora che siete leader di mercato, e aumentare il lavoro anche in questo periodo di crisi ?

Io son qui che aspetto, continuerò ad utilizzare Uber e ad utilizzare i Taxi in attesa che mi diano un servizio tale da poter disintallare Uber.

Update: Proprio mentre scrivevo il post è partita questa campagna per sostenere Uber che nel giro di un’ora ha già raccolto oltre 800 sottoscrizioni.

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Haters Gonna Hate: Se odiate l’advertising, pagate !

Premetto che questo post è probabilmente in forte conflitto in interessi col mio lavoro in AdEspresso, un Facebook Ads Management tool. Tuttavia concedetemi un po’ di credito quando vi garantisco che l’avrei scritto ugualmente anche 3 anni fa, anzi, probabilmente l’avrei scritto in toni molto meno diplomatici che ora non mi sono concessi.

Quando Chris Anderson ha scritto il suo libro Free, in cui ipotizza un mondo dove la maggior parte dei servizi sono gratuiti perché sponsorizzati o mantenuti con l’advertising o con un modello freemium, ha commesso una grande leggerezza sopravvalutando il 90% del genere umano. Anderson, secondo me, si immaginava un mondo felice dove tutti gli utenti sono sereni e soddisfatti per il gran numero di risorse a cui hanno accesso gratuitamente. Non è così, la riconoscenza non è di questo mondo e state pur certi che nessuna buona azione resterà impunita.

Veniamo al punto di questo flame :) Mi sono rotto le scatole di leggere costantemente su Twitter e Facebook gente che si lamenta del troppo advertising o dell’essere usata per promuovere prodotti commerciali. Beh ragazzi … benvenuti nel mondo reale. Sarà traumatico per voi, lo capisco, ma quasi nessuno crea un’azienda da migliaia di dipendenti per filantropia. Vi do’ un altra pillola di realtà. Il servizio di cui vi state lamentando perché non è abbastanza Gratis è gratis per voi, non per chi lo eroga. Facebook, Twitter, Google, YouTube e via dicendo sostengono costi mostruosi di banda, di risorse umane, di marketing per offrirvi questo servizio (gratis). Anche se non vi sta bene farli guadagnare, quantomeno concedetegli di andare in pareggio.

Dopo queste sconvolgenti verità non siete ancora convinti di poter accettare la pubblicità ? Allora pagate. scrivete a Google, Twitter etc. e ditegli che siete disposti a pagare per questi servizi che date per scontato se rimuoveranno la pubblicità. Sono sicuro che se gli scriverete in milioni di persone saranno ben felici di accontentarvi. Lo farete vero ? Già vi vedo intenti a leccare le buste con dentro una banconota da 10$ e spedirla a Google in cambio della rimozione della pubblicità.

Concludo con un tema leggermente più controverso dove sono disposto a qualche concessione. L’uso che Facebook fa del vostro nome per promuovere una pagina/azienda a cui avete fatto like. Anche in questo caso non vedo molto il problema a meno ché uno non faccia like a cose di cui si vergogna. Facebook è un social Network, quello che ci scrivete è pubblico, inclusi i like, Non è che le aziende possono usare il vostro nome per mostrarlo a degli sconosciuti come sponsor di una pagina ma semplicemente possono amplificare il messaggio sociale mostrando ai vostri amici che anche a voi piace una certa pagina. Se faccio Like a qualcosa è perché mi interessa realmente e voglio che i miei amici lo sappiano, sto facendo un endorsement a quella pagina/azienda e non ho problemi se ciò viene mostrato a più persone. Ad ogni modo capisco che la cosa possa dare fastidio a qualcuno. Facebook, nonostante la sua avidità, vi consente di non fargli utilizzare il vostro nome nell’advertising. Dovete solo andare nelle impostazioni privacy e segnalare che non volete ciò avvenga. Quindi prima di lamentarvi, usate Google, se non vi disturba troppo il fatto che vi sia pubblicità, e scoprite come disattivare questa opzione.

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Ecco perché non bloggo da mesi: AdEspresso

Quei pochi che seguono questo blog avranno notato che nonostante le buone intenzioni sono diversi mesi che non bloggo. Eppure di cose da raccontare ne avrei avute molte ! Approfitto di questo post per fare un breve riepilogo di quanto successo negli ultimi mesi, perché non bloggo e perché in futuro cercherò invece di farlo più frequentemente !

AdEspresso: Facebook Ads on caffeine

AdEspresso Facebook Ads OptimizerOrmai chiunque mi conosce sa che il progetto nel quale sono stra-immerso da mesi è AdEspresso. Ve lo racconto molto velocemente. Durante l’avventura Media Zen, facendo attività di promozione su Facebook per i vari blog, mi sono reso conto che non esisteva un tool semplice ma efficace per gestire e ottimizzare l’advertising Facebook, è così nato AdEspresso, uno strumento web destinato ad Advertisers e Centri Media che consente in modo semplicissimo e molto intuitivo, di gestire la pubblicità su Facebook. Con AdEspresso si possono fare centinaia di esperimenti e capire velocemente qual’è la creatività ed il target migliore per la propria promozione. Abbiamo iniziato a studiare l’argomento e, tramite vecchi contatti di eBay passati in Facebook, siamo riusciti a parlare direttamente con Facebook US ed essere approvati nel programma limitato di accesso alle API per gestire l’advertising su Facebook. Quello è stato il momento della svolta in cui abbiamo iniziato seriamente a lavorare al progetto con risorse dedicate e un grande entusiasmo che ci ha portato ad aprile a fare i bagagli e portare una prima beta on the road negli Stati Uniti dove abbiamo partecipato a due importanti eventi e ricevuto ottimi feedback da parte delle startup americane.

Tornati in Italia abbiamo continuato ad affinare il prodotto ed a partecipare a vari eventi per entrare a contatto con i nostri potenziali clienti e avere ulteriori feedback. Anche in Italia le cose sono andate bene. Abbiamo vinto Startup Sotto al Sole e, notizia di questa settimana, anche Wind Business Factor dove ci siamo contesi la vittoria con più di 80 altri progetti partecipanti. Alla fine gli investitori che hanno decretato la vincitrice fra le 4 startup rimaste, hanno assegnato la vittoria ad AdEspresso. Potete saperne di più qui.

Il futuro prossimo venturo

Se fino ad oggi siamo stati appiccicati ai monitor per sviluppare un prodotto eccezionale e, speriamo, migliore dei competitor in circolazione, adesso che pensiamo di aver raggiunto questo traguardo la mia attenzione si sposterà ovviamente sulla fase di promozione. Questa settimana AdEspresso entrerà in fase di Beta pubblica (potete iscrivervi qui) e inizieremo man mano a dare l’accesso alle oltre 500 aziende che l’hanno richiesto, al tempo stesso inizieremo a mettere in piedi un’adeguata strategia di comunicazione che comprenda Social, Seo, Advertising, content marketing e via dicendo per attirare sempre più potenziali utilizzatori. Siamo partiti giovedì, in occasione di TechCrunch Italy, col nuovo sito più ricco di contenuti e con “AdEspresso Insight – Facebook Ads Tips“, il blog aziendale nel quale parlerò spesso di come ottimizzare il proprio advertising Facebook. Nelle prossime settimane espanderemo ancora di più i contenuti del sito ed inizieremo a prepararci per il lancio della nostra Social Academy dove andremo a costruire una vera e propria bibbia per chi fa marketing sui social network.

Spero riuscirò a scrivere molto di più anche su questo blog per raccontare ma mano l’esperienza di AdEspresso, quello che abbiamo imparato e quello che stiamo facendo per migliorare. Nel frattempo, se dovete trovare un nome per la vostra startup, vi consiglio di leggere questo simpatico post su Come trovare un nome alla propria idea.

A presto !

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Scoprire i backlink del proprio sito con Google Analytics

Eccomi dopo un lungo periodo di pausa causa l’imminente lancio di AdEspresso e relativo tour in Silicon Valley per presentare il progetto. A breve spero riuscirò a scrivere un bel post sul viaggio appena concluso, è stato davvero entusiasmante e istruttivo ! Nel frattempo però voglio segnalarvi questa utile e poco visibile nuova funzionalità di Google Analytics che consente di scoprire facilmente i nuovi backlink al proprio sito. I ragazzi di Google sono stati davvero bravissimi a nascondere questa perla.

Veniamo al dunque. Con i recenti aggiornamenti ad Analytics, sotto la sezione Social, Google ha introdotto un sistema che consente di vedere facilmente chi ha aggiunto backlink al nostro sito. Per vedere questi dati non dovete far altro che accedere, tramite il menù di sinistra, a “Traffic Sources” -> “Social” -> “Pages“.

Backlinks from Google Analytics

Procediamo quindi e poco sopra al grafico cambiate la tab corrente da “Social Referral” ad “Activity Stream“. In questa pagina potrete vedere le menzioni social del vostro sito, purtroppo il tracciamento copre quasi esclusivamente Google+ … Ma ecco la vera perla, sotto al grafico troverete due tab: “Conversations” e “Events“. Fate click su events e dovreste vedere una schermata simile a questa:

analytics track baclinks

Qui troverete una miniera di dati preziosi, bookmark su delicious e altri sistemi di social bookmarking e, soprattutto, le righe che vedete con un’icona verde: i Trackbacks. Come potete notare dallo screenshot in fodo alla tabella, sulla destra, vi è una piccola icona che ci consentirà di vedere la pagina dove è stato aggiunto il link e la pagina di destinazione sul nostro sito. Ovviamente non consideratela l’unica fonte per sapere chi sta linkando il vostro sito, i dati potrebbero non essere del tutto accurati o aggiornati. Tuttavia si tratta di uno strumento incredibile per scoprire, praticamente in tempo reale, i nuovi link al nostro sito.

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Facebook Marketing: anche le pagine avranno la Time Line e molto altro

Questa settimana Facebook ha tenuto a New York un evento interamente dedicato al mondo del Marketing su Facebook, segno della sempre maggior attenzione che l’azienda, in procinto della quotazione in borsa sta dando a tutti i brand che utilizzano il social network come strumento per la promozione e il contatto con i propri utenti.

Possiamo distinguere le novità presentate in due macro aree: Pagine Facebook e Facebook Ads. Nei prossimi giorni vi racconterò le novità lanciate per quanto riguarda il mondo dell’advertising su Facebook, per ora premetto solo che sono stati annunciati quattro nuovi formati premium che potrebbero aumentare molto il CTR delle campagne Facebook. Ma in questo post restiamo invece sulle novità per le Facebook Pages, qui infatti le novità sono decisamente più corpose ed avranno l’impatto maggiore per il marketing delle aziende.

Timeline anche per le Pagine Facebook

La prima e più sostanziale novità è che anche le pagine delle aziende avranno a breve la visualizzazione in modalità Timeline così come i profili privati. La transizione dai vecchi profili ai nuovi sarà piuttosto rapida ma le aziende che gestiscono una fan page avranno tempo fino al 30 marzo per predisporre la propria pagina al nuovo look&feel. In qualsiasi momento si potrà decidere di passare alla Timeline, qualora non lo si faccia prima il passaggio sarà obbligatorio a fine marzo.

Ecco come saranno le nuove Pagine Facebook:

Cover Foto

Come potete vedere il primo evidentissimo cambiamento è la cover foto all’inizio della pagina. Le dimensioni dell’immagine cover di una fan page sono di 851×315 e, spiega Facebook, quest’immagine dovrebbe essere qualcosa che rappresenti lo spirito dell’azienda. Aldilà dell’uso che si deciderà di fare di questa immagina è importante sottolineare che è vietato per regolamento Inserirvi Call to Action, Sconti, Inviti all’acquisto o alla visita del proprio sito. Resta da vedere quanto strettamente sarà applicata questa policy. State certi che nei prossimi giorni vedremo alcuni usi veramente creativi di questo spazio andare virali e comparire ovunque in rete.

Informazioni sulla Pagina

Subito sotto alla cover foto è situato il nome della pagina e, sotto di esso, il numero di fan e il numero di persone che hanno parlato di questa pagina, in pratica i due indicatori fondamentali per capire il successo o meno di un brand. Un breve spazio nella barra sotto al logo riporta tre righe di about sulla pagina che, se clickate, portano ad una pagina più dettagliata dove sono riportate tutte le informazioni, ivi compre il sito web.

Applicazioni e Tab

Veniamo alle prime note “dolenti”. Se prima tutte le applicazioni installate come tab della pagina Facebook erano ben visibili nella colonna di sinistra ora lo spazio per le tab si è sensibilmente ridotto. Si tratta in pratica di quei 4 grandi box che vedete sotto alla cover foto. Di quei quattro spazi il primo è sempre destinato alle foto e non può quindi essere utilizzato mentre gli altri tre box possono essere personalizzati dall’amministratore della pagina facebook per inserirvi vari widget come il numero di like o i video oppure rimandi a tab personalizzate realizzate con applicazioni facebook. Per accedere a tutte le altre tab della pagina gli utenti dovranno fare click sulla piccola icona alla destra dei quattro box.

Insomma potrete dare visibilità solo a 3 iniziative/tab … tutte le altre saranno praticamente irrilevanti. C’è però da capire quale sia l’effettiva visibilità delle tre tab che si possono rendere visibili. In diversi blog americani gli esperti sostengono che la visibilità è praticamente nulla per via della grande cover foto sovrastante. Io non ne sono così sicuro. A mio avviso la nuova grafica potrebbe rendere le tre tab molto più visibili di quanto non lo siano ora. Soprattutto si potrebbero studiare delle cover foto che portino l’occhio a guardare proprio in quella direziona evidenziando ancora di più le nostre tab.

Addio Like Gateway

I likeGateway erano quelle Tab su cui si potevano redirigere gli utenti non fan di una pagina quando vi accedevano e, solitamente, venivano usati per “costringere” l’utente a fare like sulla pagina per visualizzarne i contenuti. Sono uno strumento importante che tantissimi brand hanno utilizzato per incrementare il numero di Fan. Con il nuovo aggiornamento non sarà più possibile decidere quale tab mostrare per la prima volta agli utenti che non sono fan. Tutti gli utenti, fan o no, finiranno sulla Timeline della pagina. Questo è un colpo basso di Facebook che penalizzerà sicuramente la capacità di “catturare” utenti delle pagine Facebook.

Messaggi

Nelle nuove Pagine Facebook è stata introdotta di default la possibilità di inviare messaggi alla pagina. Si tratta di un cambiamento molto importante. Precedentemente la comunicazione con gli amministratori di una pagina era molto difficoltosa e doveva svolgersi per forza pubblicamente sul Wall della pagina. Da oggi i fan potranno fare click sul pulsante “Messaggi” subito a destra del nome della pagina, vicino al tasto Like.

Gli amministratori della pagina potranno solo rispondere ai messaggi ricevuti e non inviare di loro spontanea volontà messaggi agli utenti … insomma scordatevi di usare questa funzionalità per fare spam. Può tuttavia diventare un utilissimo strumento di Customer Service, decisamente meno costoso del tradizionale supporto telefonico. Inoltre da ora, quando un utente si lamenta sulla pagina, potrete chiedergli gentilmente di contattarvi in privato ed evitare così discussioni negative sulla pagina. Tutti i messaggi ricevuti saranno visibili nella nuova interfaccia di amministrazione di cui parleremo tra poco.

Highlights, Post in evidenza

Altra importante novità delle nuove fan page Facebook sono i contenuti che verranno mostrati all’inizio della pagina. Questa sezione denominata “In Evidenza” o “Highlights” conterrà un mix delle storie pubblicate dalla pagina, dagli amici dell’utente che la sta visitando e da altre persone che hanno ricevuto molti like e commenti. E’ un meccanismo abbastanza diverso da quello precedente dove venivano mostrati, cronologicamente, i post della pagina o delle altre persone. L’utente potrà ancora filtrare i contenuti in base ai vecchi criteri ma questa opzione che vedete nell’immagine non credo sarà utilizzata da nessuno.

Fortunatamente sono state potenziate le opzioni per filtrare i contenuti presenti in questa sezione in modo da limitare al massimo lo spam. Si potrà ad esempio decidere di non consentire di taggare la pagina su foto o altri contenuti esterni e di non mostrare agli utenti i post fatti da estranei, visualizzando quindi solo le attività della pagina e di eventuali amici del visitatore … vedremo se basterà.

Evidenziazione e Pinned post

Veniamo ora a due novità molto importanti per fare marketing Facebook sulla propria pagina. A mio avvisto queste due nuove funzionalità si riveleranno veramente molto utili per spingere al meglio i contenuti più importanti della propria pagina. Una cosa fino ad oggi quasi impossibile visto che col passare del tempo i post, seppur importanti, finivano inesorabilmente in basso e non venivano visti. Passando sopra ad una notizia gli amministratori della pagina noteranno una piccola stella. Facendovi click al post verrà data un rilevanza grafica maggiore. In pratica occuperà due colonne invece di una, decisamente utile. Ma la vera novità che va a braccetto con la sezione Highlights sopra citata sono i Pinned post.

Facendo click sulla matita affianco alla stella si avranno diverse opzioni fra cui una denominata, in italiano, “Mostra sempre in alto”. Quando attivata questa opzione porterà un vecchio post in cima alla pagina, nella sezione highlights, e lo manterrà li per 7 giorni. Utilissimo per evidenziare particolari promozioni o post rilevanti. Questi saranno anche contraddistinti da un piccolo segnalibro arancione in alto a destra che li renderà ancora più visibili.

Nuova interfaccia di Amministrazione

Fin qui abbiamo visto le modifiche più rilevanti riguardo l’aspetto e le funzionalità delle nuove Pagine Facebook con Timeline. Le modifiche non si sono però fermate qui. Anche quello che sta “dietro”, l’amministrazione, ha subito diverse modifiche su cui mi soffermo però molto più velocemente.

La prima e più evidente è un mini pannello di amministrazione che riassume alcune informazioni fondamentali direttamente all’interno della pagina. Gli amministratori infatti, prima ancora della cover foto vedranno questo piccolo pannello:

Come vedete avremo subito un colpo d’occhio su alcune informazioni importanti come le ultime interazioni dei fan con la pagina, gli ultimi utenti che hanno fatto Like, un breve grafico di insight su cui controllare l’andamento della nostra attività marketing e, in alto a destra, un box che ci segnalerà eventuali messaggi privati ricevuti dalla nostra pagina. I pulsanti in alto a destra ci consentiranno invece di accedere all’amministrazione completa cui è stato aggiunto anche un “Registro attività” dal quale potremo vedere e moderare tutte le attività dei nostri fan.

Ultimo significativo aggiornamento sono gli Insight sulla pagina. Fino ad oggi le statistiche sulla nostra pagina facebook erano in ritardo di due giorni, a poco servivano quindi per valutare e correggere in corsa le attività virali che si stavano facendo. Fra poco le statistiche sull’andamento dei post della pagina saranno in tempo reale. Questo ci consentirà di verificare immediatamente la viralità ed i feedback ai nostri post sulla pagina in modo da poter spingere quelli che stanno performando bene e nascondere o cancellare quelli che magari hanno generato delle prime reazioni negative.

In Conclusione

Come avete visto c’è veramente tanta carne al fuoco … l’intenzione è chiaramente quella di uniformare la user experience all’interno di Facebook, adottando ovunque la Time Line. Vedremo nei prossimi giorni e mesi quanto queste modifiche impatteranno sui brand che fanno marketing su Facebook … sicuramente saranno necessari dei cambiamenti sulle strategie di comunicazione e, a mio avviso, c’è il rischio che la Timeline possa penalizzare l’interazione dei fan sulla pagina. Per contro i pinned post sono una novità più che gradita di cui si sentiva la necessità. Peccato che non si possa più indirizzare gli utenti non fan verso una tab specifica quando accedevano alla pagina, questo penalizza molto il potenziale di comunicazione delle pagine. Vi ricordo che tutte le pagine passeranno alla nuova grafica obbligatoriamente il 30 Marzo. E’ possibile per gli amministratori prepararsi al passaggio vedendo in modalità preview la propria pagina con Timeline senza attivarla per tutti i fan. Potete farlo da questa pagina o dagli appositi box che gli amministratori vedranno in cima alla propria pagina.

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Scrivere un titolo è un’arte raffinata … e vale milioni di visitatori

Tanti anni fa, quando ero un “giornalista” a Newton, sapete cos’era che richiedeva più tempo nella preparazione di un buon pezzo ? Non era trovare le fonti, le fotografie, intervistare le persone o scrivere l’articolo … quella era normale routine. La cosa che richiedeva più tempo e mi portava sempre a chiedere aiuto alla bravissima Flavia Caroppo, all’epoca Caporedattrice di Newton, era decidere il titolo del pezzo.

Nella carta stampata era difficile ovviamente misurare in modo sistematico la qualità ed il ritorno di un buon titolo, tuttavia tutti sapevamo che quelle poche parole erano fondamentali per convincere le persone all’edicola a comprare la rivista. Oggi, nell’editoria online, tutto è più facile. Basta guardare Google Analytics o Twitter e subito si può capire quanta differenza possa fare il titolo di un post. Recentemente, negli Stati Uniti, se ne è avuta una dimostrazione clamorosa che voglio raccontarvi.

La settimana scorsa il New York Times ha pubblicato un lungo ed interessante articolo frutto di un’approfondita indagine su come le grandi catene di supermercati (Target, Wall Mart, etc.) usino i dati in loro possesso per identificare in modo precisissimo i profili e le abitudini di acquisto degli acquirenti. Il titolo dell’articolo era: “How Companies learn your secrets” (Come le aziende scoprono i vostri segreti). Un articolo molto interessante con un titolo pessimo che sicuramente non ha stuzzicato molto la fantasia e la curiosità dei lettori.

La stessa cosa deve aver pensato un giornalista di Forbes che in fretta e furia ha scritto un riassunto dell’articolo originale del NYT cambiandone però il titolo in qualcosa decisamente più allettante e adatto alla condivisione sui Social Network: “How Target Figured Out A Teen Girl Was Pregnant Before Her Father Did” (Come Target ha scoperto che una ragazza era incinta prima di suo padre). Quanta differenza ha fatto il secondo titolo ? Tantissima. La notizia di Forbes era praticamente ovunque su Facebook e Twitter e, immagino, con un CTR elevatissimo visto che il titolo incuriosiva molto. Vi basti pensare che dopo qualche giorno dalla pubblicazione dei due articoli, l’indagine originale sul NYT aveva poco più di 5.000 Like e Share su Facebook, l’articolo su Forbes era a quota 20.000. Purtroppo non ci è dato sapere il numero di pagine viste dell’articolo originale ma la versione col titolo più accattivante su Forbes, ad oggi, è arrivata alla mostruosa cifra di 1.399.500 pagine viste. Quasi un milione e mezzo di visite !

Insomma, quando scrivete un titolo per il vostro blog post non preoccupatevi solo del SEO riempendolo di parole chiave ma, se fate anche attività di Social Marketing, spendete qualche minuto in più a cercare di pensare un titolo che possa incuriosire di più i vostri amici e lettori.

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