Haters Gonna Hate: Se odiate l’advertising, pagate !

Premetto che questo post è probabilmente in forte conflitto in interessi col mio lavoro in AdEspresso, un Facebook Ads Management tool. Tuttavia concedetemi un po’ di credito quando vi garantisco che l’avrei scritto ugualmente anche 3 anni fa, anzi, probabilmente l’avrei scritto in toni molto meno diplomatici che ora non mi sono concessi.

Quando Chris Anderson ha scritto il suo libro Free, in cui ipotizza un mondo dove la maggior parte dei servizi sono gratuiti perché sponsorizzati o mantenuti con l’advertising o con un modello freemium, ha commesso una grande leggerezza sopravvalutando il 90% del genere umano. Anderson, secondo me, si immaginava un mondo felice dove tutti gli utenti sono sereni e soddisfatti per il gran numero di risorse a cui hanno accesso gratuitamente. Non è così, la riconoscenza non è di questo mondo e state pur certi che nessuna buona azione resterà impunita.

Veniamo al punto di questo flame :) Mi sono rotto le scatole di leggere costantemente su Twitter e Facebook gente che si lamenta del troppo advertising o dell’essere usata per promuovere prodotti commerciali. Beh ragazzi … benvenuti nel mondo reale. Sarà traumatico per voi, lo capisco, ma quasi nessuno crea un’azienda da migliaia di dipendenti per filantropia. Vi do’ un altra pillola di realtà. Il servizio di cui vi state lamentando perché non è abbastanza Gratis è gratis per voi, non per chi lo eroga. Facebook, Twitter, Google, YouTube e via dicendo sostengono costi mostruosi di banda, di risorse umane, di marketing per offrirvi questo servizio (gratis). Anche se non vi sta bene farli guadagnare, quantomeno concedetegli di andare in pareggio.

Dopo queste sconvolgenti verità non siete ancora convinti di poter accettare la pubblicità ? Allora pagate. scrivete a Google, Twitter etc. e ditegli che siete disposti a pagare per questi servizi che date per scontato se rimuoveranno la pubblicità. Sono sicuro che se gli scriverete in milioni di persone saranno ben felici di accontentarvi. Lo farete vero ? Già vi vedo intenti a leccare le buste con dentro una banconota da 10$ e spedirla a Google in cambio della rimozione della pubblicità.

Concludo con un tema leggermente più controverso dove sono disposto a qualche concessione. L’uso che Facebook fa del vostro nome per promuovere una pagina/azienda a cui avete fatto like. Anche in questo caso non vedo molto il problema a meno ché uno non faccia like a cose di cui si vergogna. Facebook è un social Network, quello che ci scrivete è pubblico, inclusi i like, Non è che le aziende possono usare il vostro nome per mostrarlo a degli sconosciuti come sponsor di una pagina ma semplicemente possono amplificare il messaggio sociale mostrando ai vostri amici che anche a voi piace una certa pagina. Se faccio Like a qualcosa è perché mi interessa realmente e voglio che i miei amici lo sappiano, sto facendo un endorsement a quella pagina/azienda e non ho problemi se ciò viene mostrato a più persone. Ad ogni modo capisco che la cosa possa dare fastidio a qualcuno. Facebook, nonostante la sua avidità, vi consente di non fargli utilizzare il vostro nome nell’advertising. Dovete solo andare nelle impostazioni privacy e segnalare che non volete ciò avvenga. Quindi prima di lamentarvi, usate Google, se non vi disturba troppo il fatto che vi sia pubblicità, e scoprite come disattivare questa opzione.

Ecco perché non bloggo da mesi: AdEspresso

Quei pochi che seguono questo blog avranno notato che nonostante le buone intenzioni sono diversi mesi che non bloggo. Eppure di cose da raccontare ne avrei avute molte ! Approfitto di questo post per fare un breve riepilogo di quanto successo negli ultimi mesi, perché non bloggo e perché in futuro cercherò invece di farlo più frequentemente !

AdEspresso: Facebook Ads on caffeine

AdEspresso Facebook Ads OptimizerOrmai chiunque mi conosce sa che il progetto nel quale sono stra-immerso da mesi è AdEspresso. Ve lo racconto molto velocemente. Durante l’avventura Media Zen, facendo attività di promozione su Facebook per i vari blog, mi sono reso conto che non esisteva un tool semplice ma efficace per gestire e ottimizzare l’advertising Facebook, è così nato AdEspresso, uno strumento web destinato ad Advertisers e Centri Media che consente in modo semplicissimo e molto intuitivo, di gestire la pubblicità su Facebook. Con AdEspresso si possono fare centinaia di esperimenti e capire velocemente qual’è la creatività ed il target migliore per la propria promozione. Abbiamo iniziato a studiare l’argomento e, tramite vecchi contatti di eBay passati in Facebook, siamo riusciti a parlare direttamente con Facebook US ed essere approvati nel programma limitato di accesso alle API per gestire l’advertising su Facebook. Quello è stato il momento della svolta in cui abbiamo iniziato seriamente a lavorare al progetto con risorse dedicate e un grande entusiasmo che ci ha portato ad aprile a fare i bagagli e portare una prima beta on the road negli Stati Uniti dove abbiamo partecipato a due importanti eventi e ricevuto ottimi feedback da parte delle startup americane.

Tornati in Italia abbiamo continuato ad affinare il prodotto ed a partecipare a vari eventi per entrare a contatto con i nostri potenziali clienti e avere ulteriori feedback. Anche in Italia le cose sono andate bene. Abbiamo vinto Startup Sotto al Sole e, notizia di questa settimana, anche Wind Business Factor dove ci siamo contesi la vittoria con più di 80 altri progetti partecipanti. Alla fine gli investitori che hanno decretato la vincitrice fra le 4 startup rimaste, hanno assegnato la vittoria ad AdEspresso. Potete saperne di più qui.

Il futuro prossimo venturo

Se fino ad oggi siamo stati appiccicati ai monitor per sviluppare un prodotto eccezionale e, speriamo, migliore dei competitor in circolazione, adesso che pensiamo di aver raggiunto questo traguardo la mia attenzione si sposterà ovviamente sulla fase di promozione. Questa settimana AdEspresso entrerà in fase di Beta pubblica (potete iscrivervi qui) e inizieremo man mano a dare l’accesso alle oltre 500 aziende che l’hanno richiesto, al tempo stesso inizieremo a mettere in piedi un’adeguata strategia di comunicazione che comprenda Social, Seo, Advertising, content marketing e via dicendo per attirare sempre più potenziali utilizzatori. Siamo partiti giovedì, in occasione di TechCrunch Italy, col nuovo sito più ricco di contenuti e con “AdEspresso Insight – Facebook Ads Tips“, il blog aziendale nel quale parlerò spesso di come ottimizzare il proprio advertising Facebook. Nelle prossime settimane espanderemo ancora di più i contenuti del sito ed inizieremo a prepararci per il lancio della nostra Social Academy dove andremo a costruire una vera e propria bibbia per chi fa marketing sui social network.

Spero riuscirò a scrivere molto di più anche su questo blog per raccontare ma mano l’esperienza di AdEspresso, quello che abbiamo imparato e quello che stiamo facendo per migliorare. Nel frattempo, se dovete trovare un nome per la vostra startup, vi consiglio di leggere questo simpatico post su Come trovare un nome alla propria idea.

A presto !

Scoprire i backlink del proprio sito con Google Analytics

Eccomi dopo un lungo periodo di pausa causa l’imminente lancio di AdEspresso e relativo tour in Silicon Valley per presentare il progetto. A breve spero riuscirò a scrivere un bel post sul viaggio appena concluso, è stato davvero entusiasmante e istruttivo ! Nel frattempo però voglio segnalarvi questa utile e poco visibile nuova funzionalità di Google Analytics che consente di scoprire facilmente i nuovi backlink al proprio sito. I ragazzi di Google sono stati davvero bravissimi a nascondere questa perla.

Veniamo al dunque. Con i recenti aggiornamenti ad Analytics, sotto la sezione Social, Google ha introdotto un sistema che consente di vedere facilmente chi ha aggiunto backlink al nostro sito. Per vedere questi dati non dovete far altro che accedere, tramite il menù di sinistra, a “Traffic Sources” -> “Social” -> “Pages“.

Backlinks from Google Analytics

Procediamo quindi e poco sopra al grafico cambiate la tab corrente da “Social Referral” ad “Activity Stream“. In questa pagina potrete vedere le menzioni social del vostro sito, purtroppo il tracciamento copre quasi esclusivamente Google+ … Ma ecco la vera perla, sotto al grafico troverete due tab: “Conversations” e “Events“. Fate click su events e dovreste vedere una schermata simile a questa:

analytics track baclinks

Qui troverete una miniera di dati preziosi, bookmark su delicious e altri sistemi di social bookmarking e, soprattutto, le righe che vedete con un’icona verde: i Trackbacks. Come potete notare dallo screenshot in fodo alla tabella, sulla destra, vi è una piccola icona che ci consentirà di vedere la pagina dove è stato aggiunto il link e la pagina di destinazione sul nostro sito. Ovviamente non consideratela l’unica fonte per sapere chi sta linkando il vostro sito, i dati potrebbero non essere del tutto accurati o aggiornati. Tuttavia si tratta di uno strumento incredibile per scoprire, praticamente in tempo reale, i nuovi link al nostro sito.

Facebook Marketing: anche le pagine avranno la Time Line e molto altro

Questa settimana Facebook ha tenuto a New York un evento interamente dedicato al mondo del Marketing su Facebook, segno della sempre maggior attenzione che l’azienda, in procinto della quotazione in borsa sta dando a tutti i brand che utilizzano il social network come strumento per la promozione e il contatto con i propri utenti.

Possiamo distinguere le novità presentate in due macro aree: Pagine Facebook e Facebook Ads. Nei prossimi giorni vi racconterò le novità lanciate per quanto riguarda il mondo dell’advertising su Facebook, per ora premetto solo che sono stati annunciati quattro nuovi formati premium che potrebbero aumentare molto il CTR delle campagne Facebook. Ma in questo post restiamo invece sulle novità per le Facebook Pages, qui infatti le novità sono decisamente più corpose ed avranno l’impatto maggiore per il marketing delle aziende.

Timeline anche per le Pagine Facebook

La prima e più sostanziale novità è che anche le pagine delle aziende avranno a breve la visualizzazione in modalità Timeline così come i profili privati. La transizione dai vecchi profili ai nuovi sarà piuttosto rapida ma le aziende che gestiscono una fan page avranno tempo fino al 30 marzo per predisporre la propria pagina al nuovo look&feel. In qualsiasi momento si potrà decidere di passare alla Timeline, qualora non lo si faccia prima il passaggio sarà obbligatorio a fine marzo.

Ecco come saranno le nuove Pagine Facebook:

Cover Foto

Come potete vedere il primo evidentissimo cambiamento è la cover foto all’inizio della pagina. Le dimensioni dell’immagine cover di una fan page sono di 851×315 e, spiega Facebook, quest’immagine dovrebbe essere qualcosa che rappresenti lo spirito dell’azienda. Aldilà dell’uso che si deciderà di fare di questa immagina è importante sottolineare che è vietato per regolamento Inserirvi Call to Action, Sconti, Inviti all’acquisto o alla visita del proprio sito. Resta da vedere quanto strettamente sarà applicata questa policy. State certi che nei prossimi giorni vedremo alcuni usi veramente creativi di questo spazio andare virali e comparire ovunque in rete.

Informazioni sulla Pagina

Subito sotto alla cover foto è situato il nome della pagina e, sotto di esso, il numero di fan e il numero di persone che hanno parlato di questa pagina, in pratica i due indicatori fondamentali per capire il successo o meno di un brand. Un breve spazio nella barra sotto al logo riporta tre righe di about sulla pagina che, se clickate, portano ad una pagina più dettagliata dove sono riportate tutte le informazioni, ivi compre il sito web.

Applicazioni e Tab

Veniamo alle prime note “dolenti”. Se prima tutte le applicazioni installate come tab della pagina Facebook erano ben visibili nella colonna di sinistra ora lo spazio per le tab si è sensibilmente ridotto. Si tratta in pratica di quei 4 grandi box che vedete sotto alla cover foto. Di quei quattro spazi il primo è sempre destinato alle foto e non può quindi essere utilizzato mentre gli altri tre box possono essere personalizzati dall’amministratore della pagina facebook per inserirvi vari widget come il numero di like o i video oppure rimandi a tab personalizzate realizzate con applicazioni facebook. Per accedere a tutte le altre tab della pagina gli utenti dovranno fare click sulla piccola icona alla destra dei quattro box.

Insomma potrete dare visibilità solo a 3 iniziative/tab … tutte le altre saranno praticamente irrilevanti. C’è però da capire quale sia l’effettiva visibilità delle tre tab che si possono rendere visibili. In diversi blog americani gli esperti sostengono che la visibilità è praticamente nulla per via della grande cover foto sovrastante. Io non ne sono così sicuro. A mio avviso la nuova grafica potrebbe rendere le tre tab molto più visibili di quanto non lo siano ora. Soprattutto si potrebbero studiare delle cover foto che portino l’occhio a guardare proprio in quella direziona evidenziando ancora di più le nostre tab.

Addio Like Gateway

I likeGateway erano quelle Tab su cui si potevano redirigere gli utenti non fan di una pagina quando vi accedevano e, solitamente, venivano usati per “costringere” l’utente a fare like sulla pagina per visualizzarne i contenuti. Sono uno strumento importante che tantissimi brand hanno utilizzato per incrementare il numero di Fan. Con il nuovo aggiornamento non sarà più possibile decidere quale tab mostrare per la prima volta agli utenti che non sono fan. Tutti gli utenti, fan o no, finiranno sulla Timeline della pagina. Questo è un colpo basso di Facebook che penalizzerà sicuramente la capacità di “catturare” utenti delle pagine Facebook.

Messaggi

Nelle nuove Pagine Facebook è stata introdotta di default la possibilità di inviare messaggi alla pagina. Si tratta di un cambiamento molto importante. Precedentemente la comunicazione con gli amministratori di una pagina era molto difficoltosa e doveva svolgersi per forza pubblicamente sul Wall della pagina. Da oggi i fan potranno fare click sul pulsante “Messaggi” subito a destra del nome della pagina, vicino al tasto Like.

Gli amministratori della pagina potranno solo rispondere ai messaggi ricevuti e non inviare di loro spontanea volontà messaggi agli utenti … insomma scordatevi di usare questa funzionalità per fare spam. Può tuttavia diventare un utilissimo strumento di Customer Service, decisamente meno costoso del tradizionale supporto telefonico. Inoltre da ora, quando un utente si lamenta sulla pagina, potrete chiedergli gentilmente di contattarvi in privato ed evitare così discussioni negative sulla pagina. Tutti i messaggi ricevuti saranno visibili nella nuova interfaccia di amministrazione di cui parleremo tra poco.

Highlights, Post in evidenza

Altra importante novità delle nuove fan page Facebook sono i contenuti che verranno mostrati all’inizio della pagina. Questa sezione denominata “In Evidenza” o “Highlights” conterrà un mix delle storie pubblicate dalla pagina, dagli amici dell’utente che la sta visitando e da altre persone che hanno ricevuto molti like e commenti. E’ un meccanismo abbastanza diverso da quello precedente dove venivano mostrati, cronologicamente, i post della pagina o delle altre persone. L’utente potrà ancora filtrare i contenuti in base ai vecchi criteri ma questa opzione che vedete nell’immagine non credo sarà utilizzata da nessuno.

Fortunatamente sono state potenziate le opzioni per filtrare i contenuti presenti in questa sezione in modo da limitare al massimo lo spam. Si potrà ad esempio decidere di non consentire di taggare la pagina su foto o altri contenuti esterni e di non mostrare agli utenti i post fatti da estranei, visualizzando quindi solo le attività della pagina e di eventuali amici del visitatore … vedremo se basterà.

Evidenziazione e Pinned post

Veniamo ora a due novità molto importanti per fare marketing Facebook sulla propria pagina. A mio avvisto queste due nuove funzionalità si riveleranno veramente molto utili per spingere al meglio i contenuti più importanti della propria pagina. Una cosa fino ad oggi quasi impossibile visto che col passare del tempo i post, seppur importanti, finivano inesorabilmente in basso e non venivano visti. Passando sopra ad una notizia gli amministratori della pagina noteranno una piccola stella. Facendovi click al post verrà data un rilevanza grafica maggiore. In pratica occuperà due colonne invece di una, decisamente utile. Ma la vera novità che va a braccetto con la sezione Highlights sopra citata sono i Pinned post.

Facendo click sulla matita affianco alla stella si avranno diverse opzioni fra cui una denominata, in italiano, “Mostra sempre in alto”. Quando attivata questa opzione porterà un vecchio post in cima alla pagina, nella sezione highlights, e lo manterrà li per 7 giorni. Utilissimo per evidenziare particolari promozioni o post rilevanti. Questi saranno anche contraddistinti da un piccolo segnalibro arancione in alto a destra che li renderà ancora più visibili.

Nuova interfaccia di Amministrazione

Fin qui abbiamo visto le modifiche più rilevanti riguardo l’aspetto e le funzionalità delle nuove Pagine Facebook con Timeline. Le modifiche non si sono però fermate qui. Anche quello che sta “dietro”, l’amministrazione, ha subito diverse modifiche su cui mi soffermo però molto più velocemente.

La prima e più evidente è un mini pannello di amministrazione che riassume alcune informazioni fondamentali direttamente all’interno della pagina. Gli amministratori infatti, prima ancora della cover foto vedranno questo piccolo pannello:

Come vedete avremo subito un colpo d’occhio su alcune informazioni importanti come le ultime interazioni dei fan con la pagina, gli ultimi utenti che hanno fatto Like, un breve grafico di insight su cui controllare l’andamento della nostra attività marketing e, in alto a destra, un box che ci segnalerà eventuali messaggi privati ricevuti dalla nostra pagina. I pulsanti in alto a destra ci consentiranno invece di accedere all’amministrazione completa cui è stato aggiunto anche un “Registro attività” dal quale potremo vedere e moderare tutte le attività dei nostri fan.

Ultimo significativo aggiornamento sono gli Insight sulla pagina. Fino ad oggi le statistiche sulla nostra pagina facebook erano in ritardo di due giorni, a poco servivano quindi per valutare e correggere in corsa le attività virali che si stavano facendo. Fra poco le statistiche sull’andamento dei post della pagina saranno in tempo reale. Questo ci consentirà di verificare immediatamente la viralità ed i feedback ai nostri post sulla pagina in modo da poter spingere quelli che stanno performando bene e nascondere o cancellare quelli che magari hanno generato delle prime reazioni negative.

In Conclusione

Come avete visto c’è veramente tanta carne al fuoco … l’intenzione è chiaramente quella di uniformare la user experience all’interno di Facebook, adottando ovunque la Time Line. Vedremo nei prossimi giorni e mesi quanto queste modifiche impatteranno sui brand che fanno marketing su Facebook … sicuramente saranno necessari dei cambiamenti sulle strategie di comunicazione e, a mio avviso, c’è il rischio che la Timeline possa penalizzare l’interazione dei fan sulla pagina. Per contro i pinned post sono una novità più che gradita di cui si sentiva la necessità. Peccato che non si possa più indirizzare gli utenti non fan verso una tab specifica quando accedevano alla pagina, questo penalizza molto il potenziale di comunicazione delle pagine. Vi ricordo che tutte le pagine passeranno alla nuova grafica obbligatoriamente il 30 Marzo. E’ possibile per gli amministratori prepararsi al passaggio vedendo in modalità preview la propria pagina con Timeline senza attivarla per tutti i fan. Potete farlo da questa pagina o dagli appositi box che gli amministratori vedranno in cima alla propria pagina.

Scrivere un titolo è un’arte raffinata … e vale milioni di visitatori

Tanti anni fa, quando ero un “giornalista” a Newton, sapete cos’era che richiedeva più tempo nella preparazione di un buon pezzo ? Non era trovare le fonti, le fotografie, intervistare le persone o scrivere l’articolo … quella era normale routine. La cosa che richiedeva più tempo e mi portava sempre a chiedere aiuto alla bravissima Flavia Caroppo, all’epoca Caporedattrice di Newton, era decidere il titolo del pezzo.

Nella carta stampata era difficile ovviamente misurare in modo sistematico la qualità ed il ritorno di un buon titolo, tuttavia tutti sapevamo che quelle poche parole erano fondamentali per convincere le persone all’edicola a comprare la rivista. Oggi, nell’editoria online, tutto è più facile. Basta guardare Google Analytics o Twitter e subito si può capire quanta differenza possa fare il titolo di un post. Recentemente, negli Stati Uniti, se ne è avuta una dimostrazione clamorosa che voglio raccontarvi.

La settimana scorsa il New York Times ha pubblicato un lungo ed interessante articolo frutto di un’approfondita indagine su come le grandi catene di supermercati (Target, Wall Mart, etc.) usino i dati in loro possesso per identificare in modo precisissimo i profili e le abitudini di acquisto degli acquirenti. Il titolo dell’articolo era: “How Companies learn your secrets” (Come le aziende scoprono i vostri segreti). Un articolo molto interessante con un titolo pessimo che sicuramente non ha stuzzicato molto la fantasia e la curiosità dei lettori.

La stessa cosa deve aver pensato un giornalista di Forbes che in fretta e furia ha scritto un riassunto dell’articolo originale del NYT cambiandone però il titolo in qualcosa decisamente più allettante e adatto alla condivisione sui Social Network: “How Target Figured Out A Teen Girl Was Pregnant Before Her Father Did” (Come Target ha scoperto che una ragazza era incinta prima di suo padre). Quanta differenza ha fatto il secondo titolo ? Tantissima. La notizia di Forbes era praticamente ovunque su Facebook e Twitter e, immagino, con un CTR elevatissimo visto che il titolo incuriosiva molto. Vi basti pensare che dopo qualche giorno dalla pubblicazione dei due articoli, l’indagine originale sul NYT aveva poco più di 5.000 Like e Share su Facebook, l’articolo su Forbes era a quota 20.000. Purtroppo non ci è dato sapere il numero di pagine viste dell’articolo originale ma la versione col titolo più accattivante su Forbes, ad oggi, è arrivata alla mostruosa cifra di 1.399.500 pagine viste. Quasi un milione e mezzo di visite !

Insomma, quando scrivete un titolo per il vostro blog post non preoccupatevi solo del SEO riempendolo di parole chiave ma, se fate anche attività di Social Marketing, spendete qualche minuto in più a cercare di pensare un titolo che possa incuriosire di più i vostri amici e lettori.

Raddoppiare il traffico di un sito velocizzandone il caricamento

Il tuo sito è abbastanza veloce ? Hai idea di quanto traffico stai perdendo con un sito lento ? Tantissimo. Purtroppo, lo sperimento spesso con i nostri clienti, in fase di lancio e promozione di un sito si tende sempre a concentrarsi su macro fattori come i testi SEO, la grafica, l’aggiungere sempre nuove funzionalità e via dicendo. Spesso però si perdono di vista o non si riesce ad accantonare un po’ di tempo per un’altra ottimizzazione forse meno visibile ma assolutamente fondamentale: la velocità di caricamento del sito.

Prima di annoiarvi troppo vi propongo subito un’immagine che da sola rende perfettamente l’idea di questo post. Ecco le statistiche reali di un sito da noi gestito dopo che abbiamo deciso di spendere circa 1 ora di lavoro nel velocizzarlo blandamente, senza troppe tecniche avanzate:

raddoppio traffico velocità sito

In blu vedete il numero di visitatori, in arancione il numero di pagine viste. Come vedete, dopo aver velocizzato il tempo di caricamento delle pagine, i visitatori sono rimasti invariati ma hanno iniziato a visitare molte più pagine del nostro sito. Velocizzando il sito abbiamo raddoppiato le pagine viste. Siamo praticamente passati da 65.000 pagine viste al giorno ad una media di 138.000. Tradotto in introiti pubblicitari … fatevi due conti, parliamo di 2 milioni di impression in più al mese :) Quando dico che questa ottimizzazione è molto importante non vi sto raccontando un concetto astratto … funziona e lo sperimentiamo quotidianamente in Creative Web.

Per chi volesse approfondire l’argomento nelle prossime settimane pubblicherò un po’ di post più tecnici sulle varie tecniche per velocizzare un sito web. per oggi mi limito a farvi un riassunto di quali possono essere i vantaggi di un sito veloce:

  1. Aumento PageView: è ragionevole aspettarsi un incremento nelle pagine viste dal 30% al 100%. Molto dipende dalla natura del sito. Nel caso di siti con fotogallery e altri contenuti che stimolano la navigazione interna gli aumenti sono elevatissimi come nell’esempio mostrato.
  2. Miglioramenti SEO: Google stesso, in questo post, afferma che la velocità di caricamento è uno dei fattori presi in considerazione nel ranking. Non ha un peso enorme al momento ma sicuramente aiuta e vi darà un vantaggio sulla concorrenza a parità di altri parametri (links, ottimizzazione onsite, etc.). Un altro fattore da non sottovalutare è la velocità di indicizzazione. Noi gestiamo alcuni siti con centinaia di migliaia di pagine ed è fondamentale che google ne indicizzi il maggior numero possibile. Più è veloce il sito più pagine indicizzerà Google. Ecco un esempio:
    Velocità del sito e velocità di indicizzazione Google
    Come potete vedere il numero di pagine spiderate è quasi perfettamente inversamente proporzionale alla velocità di caricamento. A fine grafico il tempo di caricamento aumenta e il numero di pagine spiderate quotidianamente diminuisce drasticamente mentre a metà grafico erano aumentate molto in concomitanza con la velocizzazione del sito.
  3. Conversion Rate: Difficile dare dei numeri attendibili ma per siti di eCommerce o vendita servizi, più il sito è veloce migliore sarà il vostro conversion rate. Uno studio di Amazon.com effettuato nel 2007 dimostrò che ad ogni aumento di 100ms nel tempo di caricamento delle pagine, il sito perdeva un 1% di vendite.
  4. Risparmio economico: molte delle tecniche di ottimizzazione della velocità tendono anche a diminuire il carico del sito sui server e la quantità di traffico di rete generata. Per siti di grandi dimensioni questo comporta un drammatico risparmio economico per i server e per la banda internet.
  5. Fidelizzazione utente: State pur certi che un utente che naviga il vostro sito velocemente è un utente felice e se il sito è interessante, tornerà a visitarlo ogni qualvolta ne avrà bisogno, preferendolo ad altri siti più lenti.

Insomma, vi siete fatti un’idea del perché, anche nel piccolo di questo blog, riduco sempre le dimensioni delle immagini con jpegMini !

E il vostro sito quanto è veloce ? Potete scoprirlo facilmente usando WebPageTest o questo tool di Pingdom.

Come risolvere un diffuso problema di font sui moderni browser

Non so quante persone abbiano riscontrato il mio stesso problema, ma facendo qualche ricerca in rete credo non siano poche. Sul mio computer (Windows 7) da parecchi mesi riscontravo sul molti siti web un problema di rendering dei font su tutti i browser (IE, Firefox e Chrome): i caratteri erano troppo leggeri e sgranati, praticamente illeggibili. Il problema si verificava su molti siti 2.0 come, ad esempio, AirBnB, la nuova interfaccia di Twitter, Mashable, questo blog e tanti altri.

Ecco ad esempio come ero costretto a leggere Twitter:

Dopo un po’ di ricerche su Google e nel browser con FireBug ho scoperto che la fonte del problema risulta essere il font Helvetica Neue, che, per qualche motivo, viene utilizzato di default per il rendering di molte pagine. Si trovano in rete alcune soluzioni specifiche per i singoli browser ma alcune di quelle che ho provato purtroppo non funzionavano ed in ogni caso si trattava solo di un workaround specifico per un singolo browser. Ho quindi optato per una soluzione più estrema. Se anche voi avete problemi sul vostro browser col font l’Helvetica Neue la soluzione più rapida è rimuovere il font dal sistema.
Andate sul pannello di controllo, selezionate “Aspetto e Personalizzazione”, da li scegliete “Caratteri” -> “Visualizza in anteprima, elimina …”. Fatto questo dovreste trovarvi di fronte la lista di tutti i font installati sul vostro sistema. Se non riuscite a raggiungerla tramite Pannello di controllo, semplicemente aprite il filesystem e andate in c:\Windows\Fonts.

Una volta che avrete di fronte la lista dei font cancellate tutti quelli il cui nome è Helvetica Neue. Ne troverete molti forse, cancellateli tutti. Assicuratevi di aver chiuso tutte le applicazioni prima di fare questa operazione o potrebbe non cancellare alcuni font dicendo che sono in uso (Se il problema persiste riavviate il computer in modalità provvisoria e cancellate i font da li). Una volta cancellati tutti i font della famiglia Helvetica Neue ho riavviato Chrome e finalmente posso leggere senza perdere la vista i miei siti preferiti. Ecco Twitter dopo l’operazione:

Twitter su Chrome dopo aver risolto il problema con Helvetica Neue

Blog Personale: Come aumentare il traffico e diventare un Guru di Internet

Le prime due settimane sono state veramente dure ma finalmente gli sforzi sono stati ripagati: oggi posso finalmente dire con certezza, cel’ho fatta, sono nell’olimpo dei blogger. I primi post di questo blog sono passati un po’ in sordina ma una volta che Google e gli amici di Twitter si sono accorti di me, il vento è cambiato: 100 follower, 1.000 follower, 20.000 follower, e oggi finalmente 50.000 follower su Twitter … quasi 300 in più di Riccardo Luna, Beccati questa ! Non parliamo nemmeno del traffico SEO. Ormai qualsiasi cosa scriva dopo pochi minuti si posiziona nelle prime tre posizioni di Google generando almeno 40.000 visitatori al giorno. Se volessi potrei aggiungere qualche banner Adsense e portarmi a casa un lauto stipendio extra … ma ormai queste sciocchezze non mi interessano, noi Guru di Internet non ci curiamo del denaro. In ogni caso guadagno molto di più rilasciando pareri e interviste con tutti quei giornali stampati che di Internet non capiscono nulla e pendono dalle mie labbra per riportare qualsiasi cavolata gli racconti. La vita è bella, aprire un blog è stata l’idea più geniale che abbia mai avuto !

Questo è più o meno quello che tutti si immaginano succederà poco dopo aver lanciato il proprio blog. Mi spiace, non è la realtà.Forse a qualcuno, molto bravo o molto fortunato, è successo veramente ma non illudetevi, partite dal presupposto che a voi non succederà. A me ovviamente non è successo, né ho fatto molto per farlo succedere. Ecco invece la realtà:

Sono passati circa 10 giorni dal lancio di questo blog, non sono esausto perché preso dai tanti impegni ho fatto veramente poco sul blog. Sono più gli articoli che ho iniziato a scrivere e poi abbandonato di quelli che ho pubblicato nei primi giorni preso dall’entusiasmo. Google ha indicizzato il sito ma ovviamente dopo così pochi giorni non mi posiziono nemmeno per il mio nome e cognome nei primi 10 risultati della Serp. Su twitter, anche li da poco iscritto, sono a mala pena a 45 follower, quasi tutti miei amici e colleghi. Nessun blog ha ripreso i miei articoli e nessuno si è lontanamente immaginato di intervistarmi o chiedere la mia collaborazione. Le statistiche di Analytics sono deprimenti. 100 visitatori in totale. Sto entrando in quella fase dove la pochezza dei risultati rischia di minare fin dalla nascita questa avventura.

Facciamo così, invece di abbandonarci a facili depressioni proviamo a buttare giù un piano di battaglia per i prossimi mesi che consenta di risollevare i grafici di Analytics e la mia autostima. In questi giorni ho pensato varie idee, alcune delle quali potrebbero far comodo anche a voi. Alcune le ho dovute scartare, altre restano valide. Eccole qui:

Idee scartate per aumentare il traffico del blog:

  1. Postare ogni giorno un articolo sui Pokemon e uno con foto di gnocche (entrambi gli argomenti tirano sempre molto)
  2. Pubblicare venti articoli al giorno sugli argomenti del momento ripetendo 30 volte la stessa keyword per posizionarmi su Google
  3. Fare mass spamming su blog e forum casuali
  4. Attaccare sul blog e su Twitter con una cadenza oraria Volunia e Massimo Marchiori.
  5. Attaccare chiunque sia molto noto in rete con qualsiasi pretesto

Non credo servano grandi spiegazioni sul perché ho scartato tutte queste idee … non solo sono pessime idee ma sono anche tutte già state fatte da altri :) Passiamo oltre.

Buone idee per aumentare il traffico del blog:

  1. Definire meglio il mio target: per chi sto scrivendo ? Per me stesso ? Per potenziali clienti ? Per altre persone del settore ?
  2. Scrivere più articoli su argomenti a tema per posizionarmi su più Keyword in google. Niente SEO estremo o articoli illeggibili. Articoli utili, informativi, ben scritti sui cui però non perdere troppo tempo.
  3. Scrivere almeno una volta a settimana un bell’articolo, approfondito, con interventi anche di altre persone del settore. Insomma qualcosa di bello che valga veramente la pena leggere. Su questo articolo poi fare un po’ di promozione sui vari Social Network e magari su altri blog
  4. Partecipare attivamente su blog, forum e altri siti a tema che siano letti da persone potenzialmente interessate anche al mio blog. Non spam ma partecipazione
  5. Prima di scrivere un articolo verificare con il tool di Google Adwords, quali sono le keyword più trafficate da utilizzare.
  6. Migliorarmi nello story telling. Gli articoli tecnici possono essere molto noiosi. E’ fondamentale scriverli in un modo che coinvolga l’utente.
  7. Trovare qualche anima pia, possibilmente di alto livello, che mi faccia fare un guest post sul suo blog
  8. Segnalare il mio blog alle principali directory di blog italiani … non fa molto ma un minimo aiuta
  9. Controllare che tutti i miei social profile contengano un link al blog
  10. Incrociare le dita e sperare che i contenuti di qualità vengano ripresi e linkati da un po’ di blog con beneficio si di traffico diretto che di SEO

Ok, il piano d’azione per portare alle stelle il traffico di questo blog è stato scritto. Non resta che metterlo in pratica ! Ci riuscirò ? Difficile a dirsi … le cose da fare sono tante e i buoni intenti vengono spesso dimenticati, d’altronde fare il blogger non è il mio lavoro a tempo pieno. Spero di riuscire a mettere in pratica almeno la metà di quanto scritto … i risultati arriveranno. Se c’è una cosa che ho imparato gestendo per 10 anni una Web Agency è che la strada per il successo è solo una: tanta fatica e passione. Cercherò di mettercela tutta.

Se avete qualche altro spunto da aggiungere alla mia lista fatevi sentire ! Io vi terrò presto aggiornati sui risultati ottenuti !

Facebook Ads: quanto valgono ?

Fra le cose più interessanti che si possono trovare spulciando il documento di quotazione in borsa di Facebook, ci sono molti numeri sul sistema di advertising di Facebook che sono decisamente interessanti per chi si occupa di Marketing e Pubblicità Online. Fino ad oggi infatti il volume di affari dei Facebook Ads era praticamente sconosciuto e si trovavano in rete solo alcune supposizioni. Adesso sappiamo finalmente i veri numeri, con anche qualche utile informazione per pianificare le nostre campagne pubblicitarie su Facebook.

Partiamo con un po’ di numeri. Nel 2011 l’advertising hanno portato nelle casse di Facebook la bellezza di 3,2 miliardi di dollari. Una cifra considerevole che rappresenta l’85% delle entrate di Facebook. Il restante 15% deriva dai pagamenti fatti dagli utenti con i Credits. Quest’ultimo business, probabilmente trainato dai giochi social, è in forte crescita se si pensa che nel 2009 la pubblicità rappresentava il 98% delle entrate di Facebook. Anche i Facebook Ads sono comunque in continuo aumento in termini di fatturato, seppure la crescita stia rallentando: nel 2011 il volume è aumentato del 69% contro il 145% del 2010. L’aumento di fatturato pubblicitario è conseguenza dell’aumento del traffico (+42% nelle impression) e dall’aumento del costo dell’advertising su Facebook.

Quest’ultimo dato è forse quello che ci interessa di più ed è stato scovato dai ragazzi di Inside Facebook. Ecco un estratto di quanto dichiarato da Facebook:

[...] in the fourth quarter of 2011, we increased the reserve price (i.e., the minimum price threshold) in our advertising auction system in order to reduce the frequency with which low quality ads are displayed to users. This change caused a reduction in the overall number of ads shown and increased the average price per ad as a result of factors including the removal of ads with bids that were below the reserve price and some advertisers raising their bids in response to this change.

In parole povere Facebook sta aumentando il prezzo minimo di un Ad sul sito al fine di scremare gli annunci di bassa qualità. Come ovvia conseguenza molte aziende hanno dovuto aumentare l’esborso per ogni click su Facebook. Essendo il meccanismo di pricing basato su un’asta, il costo generale dell’advertising è salito molto nell’ultimo anno e gli annunci con un’offerta troppo bassa non vengono più visualizzati sul sito. Per altro tenete presente che l’Italia da questo punto di vista è ancora relativamente un’isola felice … il mercato dell’advertising su Facebook nel nostro paese sta esplodendo solo in quest’ultimo periodo e ancora si riesce a comprare advertising a prezzi decisamente bassi. La scorsa settimana ero in Silicon Valley e molti imprenditori mi hanno detto che, da loro, il costo per click su Facebook è arrivato a superare abbondantemente il dollaro. Da noi, se si è bravi ad ottimizzare il CTR, si riesce ancora a comprare advertising a meno di 0,1$.

Altro spunto interessante riguarda le integrazioni sociali nei Facebook Ads. Gli annunci che mostrano un riferimento ad amici (ad esempio “All’amico X piace l’azienda Y) mostrano solitamente un tasso di conversione superiore del 50%. Nulla di nuovo ma è interessante sapere un numero ufficiale. D’altro canto anche noi abbiamo riscontrato questa tendenza in tutte le campagne che abbiamo gestito. Quando un Annuncio ha come target gli amici di chi è già fan della nostra Pagina Facebook, il CTR vola alle stelle. Spesso abbiamo riscontrato aumenti anche molto superiori al 50% dichiarato da Facebook. Questo elemento è fondamentale da tenere in considerazione. Ricordate che il PPC su Facebook è direttamente legato alle performance dell’annuncio: più viene cliccato e meno costa. E’ spesso un’ottima strategia fare un investimento iniziale per costruire un’importante base di Fan sulla nostra pagina per poi mirare le successive campagne di advertising ai nostri Fan o ai loro amici: si ottengono risultati impressionanti.

Concludo con un’ultima considerazione sul presente che ci da’ molti spunti sul futuro. Come ormai sappiamo, quasi la metà degli utenti Facebook vedono il sito da un dispositivo mobile. Questi utenti al momento non vengono monetizzati non essendo presente alcun annuncio pubblicitario nelle varie applicazioni Facebook per cellulare. Questo rappresenta un margine di crescita enorme per Facebook che sicuramente vorranno sfruttare nel prossimo futuro. Aspettiamoci quindi l’introduzione di Sponsored Stories nel News Feeds degli utenti mobile. Un’altra ghiotta opportunità per fare marketing su Facebook.

Facebook si quota in borsa

Per la gioia/interesse/invidia/morbosa curiosità di molti, finalmente l’attesa è finita e poco fa Facebook ha depositato i documenti (denominati S-1) necessari per il processo di quotazione in borsa, la famosa IPO (Initial Public Offering).

Non voglio mettermi a fare approfondite analisi di mercato o economiche su questa quotazione da 5 miliardi dollari ma, più modestamente, vi riporto un po’ di numeri e informazioni divertenti che danno chiaramente un’idea di quanto sia diventato grande Facebook in così pochi anni. Ecco cosa si scopre spulciando fra i documenti (consultabili in versione biblica originale qui):

845 milioni di utenti attivi nel mese di dicembre, una media di 483 milioni di utenti attivi al giorno e ben 425 milioni di utenti che si connettono da Mobile

250 milioni di foto pubblicate ogni giorno dagli utenti

2,7 miliardi di like e commenti giornalieri

Nel 2011 Facebook ha avuto un fatturato di 3.7 miliardi di dollari e un utile netto di 1 Miliardo

Zynga con le sue fattorie virtuali e giochini vari genera il 12% del fatturato di Facebook

Zuckerberg controlla ancora il 28% dell’azienda (quindi il ragazzo vale circa 25 miliardi)

L’83% del fatturato deriva dall’advertising Facebook, il restante 17% dai Facebook Credits.

Sarà Morgan Stanley a guidare la quotazione in borsa di Facebook, il simbolo del titolo dovrebbe essere FB ma ancora non si sa’ se si quoteranno al Nasdaq o al NYSE

Sheryl Sandberg, la COO di Facebook l’anno scorso ha guadagnato 31 milioni di dollari

Con la quotazione in borsa centinaia, forse anche un migliaio, di dipendenti Facebook diventeranno milionari

Come ci si aspettava, Facebook è valutato fra gli 80 ed i 100 miliardi di dollari

A partire dal 2013 Zuckerberg guadagnerà solo 1$ l’anno di stipendio, come Steve Jobs alla Apple

Gli 845 Milioni di utenti attivi si dividono così: America: 179M, Europa 229M, Asia 212M, Resto del mondo 225M

In Brasile Facebook nel 2011 ha registrato un significativo +268% nel numero di iscritti

3.200 dipendenti in tutto il mondo in 1.9 milioni di metri quadrati di uffici

68 milioni spesi nel 2011 per acquisire altre aziende

Fra i potenziali rischi per l’azienda citati nel documento: Rallentamento della crescita, Google+, il potere decisionale eccessivo di Zuckerberg e la difficoltà nell’attirare nuovi talenti e trattenere quelli già in azienda

Non oso nemmeno infilarmi nella diatriba se la valutazione di 100 miliardi di dollari sia eccessiva e irragionevole o meno. Sicuramente in questo momento il potenziale è veramente enorme.
Quello che mi interesserà più vedere nei prossimi mesi è se, e come, questa quotazione in borsa cambierà Facebook. Fino ad oggi infatti si è prestata molta poca attenzione ai ricavi in favore di una crescita smisurata e velocissima. Ora che ci sono investitori pubblici a cui rendere conto è probabile che la pressione diventi molto superiore. In passato inoltre non poche aziende hanno perso la loro capacità di innovare dopo la quotazione in borsa. Ai posteri l’ardua sentenza.

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